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"Santuario di S.Maria Madre della Chiesa" Padri Carmelitani Scalzi a Jaddico-BR

"Santuario di S.Maria Madre della Chiesa" Padri Carmelitani Scalzi a Jaddico-BR - Gli Amici di Matteo Farina

A pag. 4 del periodico mensile "Ventisette" del Santuario Santa Maria Madre della Chiesa un articolo di Sabina Bombacigno: Voglio Riflettere la Tua Luce ...                                            La Luminosa Testimonianza di Matteo Farina.

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27Settembre2015 27Settembre2015 [1.397 Kb]

Un film documentario sulla vita di Matteo Farina

Un film documentario sulla vita di Matteo Farina - Gli Amici di Matteo Farina

Articolo di Barbara Moramarco del 27 novembre 2015 per Brindisi Report:  

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Un film documentario sulla vita di Matteo Farina, per la causa di beatificazione


BRINDISI - “Matteo: dono di Dio”. Questo è il titolo che il regista Giovanni Politi ha dato al film documentario dedicato alla vita di Matteo Farina, giovane brindisino scomparso il 24 aprile 2009, a soli diciotto anni, per un tumore cerebrale. Il film è stato presentato mercoledì sera presso il teatro della Chiesa di San Vito Martire, al rione Commenda. All’incontro voluto dall’Apostolato della Preghiera dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e dall’Associazione Matteo Farina, e presentato da Sabina Bombacigno, c’era anche l’arcivescovo Domenico Caliandro.

Il film documentario, introdotto dalla lettura della parabola del seminatore raccontata nel Vangelo di Marco, da una poesia di Matteo Farina e dall’esecuzione del brano “Nuvole bianche” di Ludovico Einaudi, ha ripercorso la vita del giovane attraverso le testimonianze di chi gli ha vissuto accanto: i genitori, Paola Sabbatini e Miky Farina, la fidanzata Serena, un amico di Matteo, Roberto, il dirigente scolastico dell’Itis Majorana di Brindisi, Salvatore Giuliano, lo zio di Matteo, Rosario, e il parroco della chiesa Ave Maris Stella del rione Casale, padre Francesco Rutigliano. A leggere le poesie e gli scritti di Matteo Farina nel film documentario è stato il figlio del regista brindisino Giovanni Politi, Samuele.

 Il momento in cui i genitori seppero di aspettare Matteo, che fu per entrambi un inatteso dono, è il primo dei ricordi con cui inizia il film di Politi. Matteo, come ricorda la madre, era “un bambino tranquillo, affettuoso, vivace ma dolce allo stesso tempo”. Da piccolo mostrò un’attenzione e una sensibilità particolare verso quei bambini che morivano di fame in Africa e alle missioni africane dei frati della parrocchia si legò molto. Matteo “premetteva sempre la preghiera a qualsiasi cosa lui facesse”, ricorda ancora la madre nel film, soffermandosi poi sul fatto che il figlio amasse giocare, ma sempre dopo lo studio.

Anche il catechismo, come il primo giorno di scuola, fu iniziato da Matteo con entusiasmo perché voleva conoscere la storia di Gesù, come con entusiasmo iniziò a servire l’altare. Tramite una zia, Matteo da bambino, entrò a far parte di un gruppo di preghiera di Padre Pio che si riuniva tutte le sere, nel mese di maggio, insieme ai genitori. Nel resto dell’anno, il sabato sera, Matteo recitava il rosario con un gruppo di bambini, ascoltando dal padre spirituale episodi della vita di Gesù e di Padre Pio.

Poi il ricordo di un sogno nel quale a Matteo apparve Padre Pio e in seguito al quale il giovane portò avanti la sua missione di cristiano, testimoniando la propria fede innanzitutto con la vita e invitando gli altri a seguire Gesù, ad ascoltarne la parola e ad accostarsi ai sacramenti. A tredici anni si manifestò la malattia che egli affrontò attingendo alla fede, senza mai lamentarsi, dando sostegno ai genitori. Nel periodo in cui fu ricoverato in un istituto internazionale in Germania, Matteo pregò con gli altri italiani ricoverati nello stesso reparto, donando loro gioia e consolazione. La madre di Matteo ricorda quindi la maturità del figlio nell’accettare la sofferenza.  

Tra le varie testimonianze del film documentario, quella dell’amico Roberto, che ha ricordato come Matteo fosse un punto di riferimento per lui e gli altri amici; quella del preside dell’Itis Majorana di Brindisi, secondo cui Matteo seppe affrontare il difficile  momento della malattia con serenità e con coraggio; e quella di Serena, la fidanzata di Matteo, che afferma di essersi avvicinata molto alla Chiesa e alla fede nei due anni di fidanzamento. Una grande passione di Matteo era la musica: il giovane brindisino sapeva suonare, infatti, diversi strumenti, e come ricorda il padre, anche la musica era occasione per parlare di Gesù con i suoi amici.

Altra testimonianza nel film è quella del parroco della parrocchia Ave Maris Stella, padre Francesco, che ha conosciuto Matteo attraverso gli scritti del giovane e attraverso l’incontro con i suoi genitori. A colpire il parroco sono stati il volto, lo sguardo e il sorriso di Matteo. Al termine del film documentario, il regista Giovanni Politi ha raccontato come è nato il progetto del film e quanto sia stato importante per lui entrare nella storia di questo ragazzo. L’arcivescovo Domenico Caliandro ha evidenziato invece la differenza tra chi parla di Dio e i Santi e ha auspicato che “Brindisi rinasca come città, rinasca come comunità proprio attraverso queste belle figure”.

Dopo l’esecuzione del canto “Tu sei” del coro della parrocchia Ave Maris Stella, il padre di Matteo, Miky Farina, presente nel gremitissimo teatro della Chiesa di San Vito Martire, si è rivolto ai giovani presenti dicendo loro: “Si è affidato completamente a tutti i vari sacerdoti che ha incontrato. Non sottovalutate questo aspetto, di avvicinarvi sempre alla confessione dove potrete trovare un umile sacerdote sempre pronto in ogni momento a darvi dei consigli per percorrere la strada giusta. Lasciatevi consigliare dai sacerdoti”. E conclude dicendo: “Penso che sia la cosa più importante che abbia fatto Matteo: fidarsi degli uomini di Dio”.

Un bagno di folla per ricordare il sorriso di Matteo ...

Un bagno di folla per ricordare il sorriso di Matteo ... - Gli Amici di Matteo Farina

di Alessandro Caiulo per Senzacolonne News.it [clicca sulla foto]

Un bagno di folla ricordando Matteo, presso il teatro della Parrocchia San Vito martire al rione Commenda in Brindisi,  per una serata dedicata al ricordo di Matteo Farina (1990-2009), giovane brindisino, che ha trascorso la sua breve ma intensa vita terrena effondendo, con la gioia di vivere, una profonda testimonianza di fede resa adulta dall’esperienza della malattia che lo ha portato alla morte a soli 19 anni di età.

 

La serata, promossa dall’Apostolato della Preghiera dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e dall’Associazione Matteo Farina, è stata incentrata sulla proiezione di un film- documentario sulla vita del giovane dal titolo “Matteo: dono di Dio”: la sua infanzia, la sua adolescenza e l’eredità lasciata ai familiari, agli amici, a coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo , ma anche e soprattutto alla miriade di persone cui Matteo continua ancora oggi a parlare e a trasmettere una straordinaria testimonianza di fede gioiosa e profonda, grazie agli innumerevoli scritti lasciati: poesie, preghiere, articoli di quotidiani locali, lettere, compiti in classe..…un vero e proprio tesoro di spiritualità cui attingere. Il film-documentario è stato realizzato dal regista brindisino Giovanni Politi, avvalendosi delle testimonianze di parenti, amici e docenti del giovane intervallate dalla lettura di alcuni brani di poesie composte da Matteo che sono state simpaticamente declamate dal piccolo Samuele, figlio del regista! Sin da un’ora prima l’inizio dello spettacolo, il teatro era completamente gremito da un pubblico molto vario. Molti i sacerdoti, i religiosi e le religiose presenti insieme all’Arcivescovo della Diocesi di Brindisi- Ostuni Mons. Domenico Caliandro il quale, nel suo breve intervento al termine del film, dichiarava che Brindisi vanta sì i natali di un grande Santo e Dottore della Chiesa come san Lorenzo, ma che oggi la società attuale e soprattutto i nostri giovani, hanno bisogno di modelli di santità validi e credibili, calati nella realtà e nella normalità di tutti i giorni ma, al tempo stesso, testimoni autentici e gioiosi dei valori evangelici… Matteo è stato tutto questo, anche nella terribile malattia, non ha perso mai la serenità e la gioia di vivere che lo caratterizzava, ma anzi infondeva coraggio in tutte le persone, a partire dai suoi familiari, che gli sono stati accanto fino all’ultimo. (Dai suoi scritti: ”Abbattersi non giova a nulla, dobbiamo essere felici e dare sempre gioia. Più gioia diamo, più gli altri sono felici. Più gli altri sono felici, più siamo felici noi.”) L’arcivescovo, concludendo l’intervento, ha auspicato la rinascita della città e della comunità brindisina proprio attraverso l’esempio di questa straordinaria giovane figura di santità.

All’evento erano presenti anche molti docenti di varie scuole brindisine, il coro dei ragazzi della “Ave Maris Stella”, parrocchia di Matteo, che hanno chiuso la serata con il canto “Tu sei”, ma soprattutto spiccava e sorprendeva la presenza di tanti giovani che sono stati profondamente toccati dalla testimonianza di vita di Matteo, proprio perché percepito come uno di loro; del resto in uno dei suoi scritti Matteo stesso auspicava:”….spero di riuscire a realizzare la mia missione di “infiltrato” fra i giovani, parlando loro di Dio (illuminato proprio da Lui), perché credo che solo un giovane possa riuscire a parlare ad un altro giovane…osservo chi mi sta intorno, per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore!”. E così è stato e continua ad essere: sono gli stessi amici e compagni di Matteo ad averne già percepito l’esempio: lo pregano, lo sentono a loro vicino e lo fanno conoscere agli altri. Vale per tutti la testimonianza resa nel film dal suo amico Roberto che ci racconta di come Matteo sia stato già in vita un punto di riferimento per lui e gli altri amici della comitiva e, dopo la sua morte, continui ancor di più ad esserlo e ad orientare le scelte e le azioni di chi si rivolge a lui con la preghiera. A questo proposito è da sottolineare la commossa e sentita testimonianza resa nel corso del film da Salvatore Giuliano preside dell’Itis “Ettore Maiorana” frequentato da Matteo, che avverte ancora oggi la presenza del giovane alunno al suo fianco, nella scuola, nei progetti e nelle innovazioni che Matteo stesso aveva incoraggiato il preside ad intraprendere. E’ stato molto toccante e commovente, in chiusura di serata, l’intervento improvvisato di Miky, padre di Matteo, che si è rivolto alla gran folla di giovani presenti in sala spronandoli a lasciarsi consigliare e guidare nel corso della loro vita dai sacerdoti, come ha fatto Matteo con vari sacerdoti e guide spirituali che si sono succeduti al suo fianco. (Era presente tra l’altro in sala Padre Antonino Colasanti, figlio spirituale di San Pio, che è stato, fino al suo trasferimento in altra sede, confessore e padre spirituale di Matteo; con Padre Antonino Matteo ha anche vissuto durante l’adolescenza, l’esperienza di bellissimi ritiri spirituali che lo hanno formato e arricchito di una spiritualità sempre più adulta. E’ stato proprio Padre Antonino a impartirgli l’ultima Eucaristia il 13 aprile 2009, Lunedì dell’Angelo. (Matteo nascerà al cielo il 24 aprile.) Andati a ruba a fine serata i dvd del film presentato e le ultime copie della biografia del giovane Matteo “Il sorriso della fede” di Antonella Calò. Ma è già in stampa la seconda edizione che arriverà prima di Natale nelle librerie. Poiché molta gente, arrivata in teatro nel corso della serata non è riuscita ad entrare per la folla accalcatasi sulle scale antistanti l’ingresso del teatro, è stata richiesta da più parti una replica dell’evento che sarebbe auspicabile visto il successo ottenuto e la curiosità e l’interesse suscitato in tanti ambiti anche non strettamente religiosi. Ciò dimostra che il suo zelo evangelizzatore, che lo porterà ad offrire le sue sofferenze e la sua morte per la salvezza delle anime e la conversione dei cuori, si rivela oggi più che mai, a distanza 6 anni dalla sua nascita al cielo, efficace e produttivo avendo toccato il cuore di tanta gente assetata di conoscere meglio la sua storia e la sua fulgida testimonianza di una fede semplice e straordinaria al tempo stesso! Profetica appare a tal proposito la preghiera che rivolge al Padre nella sua poesia “Perché”: “…Mio Dio ho due mani, fa che una sia sempre stretta a te sicchè in qualunque prova io non possa mai allontanarmi da te, ma stringerti sempre più; e l’altra mano, ti prego, se è tua volontà, lasciala cadere nel mondo… perché come io ho conosciuto te per mezzo di altri così anche chi non crede possa conoscerti attraverso me Voglio essere uno specchio, il più limpido possibile, e, se è tua volontà, riflettere la Tua luce nel cuore di ogni uomo! Grazie, per la vita. Grazie, per la fede. Grazie, per l’amore. Sono tuo” (Matteo Farina)

“Matteo: dono di Dio”, presentato il documentario su Matteo Farina

“Matteo: dono di Dio”, presentato il documentario su Matteo Farina - Gli Amici di Matteo Farina

 

in Attualità di BrindisiOggi.it 
27 novembre 2015
 
 
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BRINDISI – È stato presentato mercoledì 25 novembre il film documentario “Matteo: dono di Dio”, girato dal regista brindisino Giovanni Politi. La manifestazione pubblica, avvenuta presso la chiesa di San Vito martire nel rione Commenda di Brindisi, era stata voluta dall’Apostolato della Preghiera dell’arcidiocesi di Brindisi – Ostuni e dall’associazione Matteo Farina.

Ci sono misteri nella vita che difficilmente si riescono a spiegare, come quello della fede. E la vita, talvolta, ci insegna ad abbandonarci completamente a ciò che ci accade, perché dietro ogni cosa che succede, sembra palesarsi il disegno tracciato per noi. È quello che è successo a Matteo Farina, il giovane brindisino scomparso il 24 aprile del 2009 a causa di un tumore cerebrale. Un 18enne che ha saputo vivere pienamente le sue giornate, nonostante la sofferenza, riuscendo ad insegnare con umiltà a chi gli è stato vicino, cosa vuol dire essere uno strumento nelle mani di Dio.

Matteo è stato un dono, così come definito nel titolo, per la sua famiglia e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Il documentario è stato voluto dall’Apostolato della Preghiera e dall’associazione intitolata al giovane perché si conosca la sua storia, quella di un ragazzo normale, che ha vissuto la malattia come occasione per avvicinarsi al Signore.

“Solo dopo aver letto i diari di Matteo ho deciso di accettare la proposta del docufilm – dichiara Giovanni Politi, contattato per la regia del documentario – soprattutto perché emergesse la storia di Matteo nella sua umanità e nella sua completezza di giovane impegnato nella scuola, con le sue passioni, la sua devozione sentita e vissuta con consapevolezza”. Matteo emerge nella sua freschezza di adolescente impegnato a studiare al Majorana di Brindisi, con i suoi amici a suonare, con la sua fidanzatina. Politi, per la realizzazione del documentario, si è attorniato di professionisti come Andrea Bettoni, che ha curato la fotografia e il M° Floriano Bocchino, che ha composto musiche originali per il docufilm.

Il progetto si è sviluppato in poco tempo, tanto da essere stato presentato appena due mesi dopo dall’inizio delle riprese. Il docufilm è strutturato in 3 capitoli (Infanzia, adolescenza, eredità), preceduti da un prologo. Ogni sezione si conclude con una poesia scritta dallo stesso Matteo e letta da Samuele Politi, figlio del regista.

Voci che guidano alla conoscenza di Matteo, in un documentario che è una testimonianza filmata della forza della fede di Matteo, pura e senza sovrastrutture: un ragazzo che ha saputo portare avanti un messaggio di speranza così ricco e forte da riuscire ad arrivare dritto al cuore senza giri di parole, ma con la semplicità di uno sguardo d’amore e dell’esempio di Matteo.

 

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